tumori dei cani

Tumori dei cani. Una nuova tecnica per la cura del tumore della pelle e delle mucose

L’Istituto Zooprofilattico della Sicilia, Izs Sicilia, è stato il primo ente veterinario a provare l’elettrochemioterapia sui cani e i gatti, cioè le scariche elettriche per curare il tumore della pelle e delle mucose dei cani e dei gatti. Questa tecnica testata sugli animali è ora utilizzata sull’uomo con buoni risultati. La nuova arma nella lotta dei tumori nei cani e nei gatti arriva dal laboratorio di Istopatologia veterinaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia e consiste nell’uso dell’elettrochemioterapia (Ect) per la cura del tumore della pelle e delle mucose, nei casi non operabili. Lo Zooprofilattico è stato il primo ente veterinario in Sicilia ad avere utilizzato l’elettrochemioterapia sugli animali, facendo da apripista nell’applicazione di questo trattamento sui tumori dei cani e dei gatti. Una tecnica che, anche grazie a questi test, in Sicilia si sta iniziando ad utilizzare nel campo della medicina umana: proprio qualche giorno fa, l’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani l’ha usata su due pazienti affetti da un particolare tipo di sarcoma, ottenendo buoni risultati. L’elettrochemioterapia – una delle tante eccellenze dello Zooprofilattico, illustrate durante il convegno “Oltre la sicurezza alimentare: ricerca e innovazione all’Istituto Zooprofilattico della Sicilia” per Ecomulo

E’ un trattamento che si basa sull’esposizione a un campo elettrico delle cellule tumorali tramite l’uso di un elettrodo ad aghi, che il medico veterinario applica alla neoplasia. Dura pochissimi secondi (100 microsecondi) e consiste nell’emissione di impulsi elettrici ad alta intensità, che determinano la formazione di pori temporanei nella membrana della cellula tumorale. I chemioterapici (Bleiomicina e Cisplatino) possono, quindi, penetrare all’interno della cellula, dove rimangono sequestrati. Grazie alle scariche elettriche, il potere del farmaco di distruggere le cellule tumorali aumenta di 8.000 volte per la Bleiomicina e di 80 volte per il Cisplatino. Inoltre, l’elettrochemioterapia, rispetto ai trattamenti oncologici tradizionali (chirurgia, radio e chemioterapia), comporta minori effetti collaterali, in quanto riduce di molto la quantità di farmaco necessario e i tempi di degenza. “Contattati da molti veterinari, abbiamo iniziato il trial clinico su alcuni casi di tumori del cane, con risultati molto incoraggianti – spiegano Guido Loria, direttore dell’area Diagnostica specialistica e Roberto Puleio, responsabile del laboratorio di Istopatologia veterinaria -. In uno dei casi più recenti, una neoplasia orale maligna, non aggredibile chirurgicamente e che avrebbe comportato una grave menomazione, si è ridotta del 60 per cento con un solo trattamento elettrochemioterapico. Molte volte abbiamo ricevuto i ringraziamenti dei proprietari dei cani ammalati, per i visibili benefici ottenuti sulla qualità della vita dei loro animali”. Secondo il commissario straordinario dell’Istituto Zooprofilattico, Salvatore Seminara, “questa è una delle tante ricerche dell’ente che dimostrano come si debba parlare, ormai, di una sola medicina e di una sola prevenzione (One Health) alla quale tutti noi, ognuno per il suo ruolo istituzionale, deve partecipare”