strade secondarie sicilia 

Strade secondarie Sicilia 

L’Autostrada non piace più a molti. In tanti preferiscono la statale o le strade provinciali al seguito del motto, “l’importante non è la meta ma il viaggio”. E se un viaggio simile lo fai in Sicilia è sicuro che diventa un’avventura.

Partito da Palermo ho raggiunto Catania con un percorso alternativo. Dal capoluogo fino a Sant’Agata di Militello, poi su per Cesarò e San Fratello, poi Bronte e Randazzo, alla scoperta di una Sicilia rurale da toccare con mano percorrendo le strade secondarie, quando le trovi, tentando di scansare i maialini dei Nebrodi.

Dice, ma ho lo smartphone e Google Maps che mi dicono quale strada prendere. Quando la strada c’è, si. Ma quando c’era, che fai? Così mi capita di raggiungere Motta d’Affermo da Randazzo, per una strada che sullo smartphone è provinciale ma sotto le ruote è una carrareccia. La voce autorevolmente metallica di Google Maps dice, “tra 100 metri svolta a sinistra per le Gole dell’Alcantara”, e vedo pure un improbabile segnale dove c’è scritto “Gole”. Sono li vicino. Ma a sinistra c’è solo un burrone e per arrivare alle Gole, probabilmente, dovrei buttarmi dentro per poi risalire dall’altra parte.   

Nel centro abitato non è che le cose vadano meglio. Un po’ si, quantomeno di giorno ci sono gli umani cui puoi chiedere quale dannata sia la via da prendere che ti indica Maps, dal momento che ad ogni incrocio non c’è mai la tabella toponomastica con il nome della strada. 

Solo che quando chiedi agli umani la strada da prendere per Adrano, chiunque ti indica la via più breve. “Segui la strada principale, poi gira a destra a 3 chilometri c’è lo svincolo per l’autostrada”. E’ difficile spiegare perché non voglio fare l’autostrada. “Grazie ma voglio fare la statale”. E’ comico osservare lo sguardo di delusione che si disegna sulla faccia del tizio cui ho chiesto informazioni (è tutto così facile. Perché complicarsi la vita). Delusione e rassegnazione, perché non deve essere la prima volta che gli succede una cosa del genere. In effetti, qualcuno che mi capisce lo trovo. Un ristoratore di Ragalna (vedi tu di scoprire dov’è Ragalna), che con grande pazienza mi ha indicato la strada sulla quale inerpicarmi sull’Etna, per poi scendere a valle verso Adrano. In realtà, se non fosse stato per un giovane pastore con le Nike ai piedi e il telefonino in mano sarei ancora lassù a cercare la via. Quelle che imboccavo finivano tutte franate. Percorsi così non se ne trovano nemmeno nel libro Strade blu , di William Least Heat-Moon

Come descrivere la soddisfazione di dire ai miei 2 (questa volta) interlocutori che per tornare a casa voglio fare la statale 121. “Torni indietro fino a Misterbianco e poi imbocchi l’autostrada” – Non se ne parla – penso tra me. “Vengo da li, non ci torno indietro, voglio andare avanti” 

“Avanti c’è Catenanuova, ma si perde”

Se c’è una strada – penso io – ci sarà pure il modo di farla. E poi ho Google maps. Durante i 30 chilometri di strade comunali, provinciali e statale 121, il dilemma da risolvere durante le 3 marce indietro e inversioni a U è stato: mi faccio 86 chilometri di statale fino a Enna per un’ora e mezza o 46 minuti di strada comunale in mezzo al deserto del Sinai esportato in provincia di Catania? In procinto del calar del sole non è entusiasmante percorrere quella strada al buio. Non doveva esserlo nemmeno per i conducenti delle 2 auto provenienti dal lato opposto e che ho tentato di fermare a colpi di clacson, segnali abbaglianti e la palma della mano a segnare Stop, fuori dal finestrino. Il terzo si è  fermato. Era un allevatore su una Volkswagen che doveva aver già vissuto un’altra esperienza del genere, perché ridacchiava sotto la coppola. Si racconta che i figli di una coppia tedesca in vacanza saltavano dalla gioia, intorno alla Mula che tentava (tirando) di estrarre la Panda noleggiata dalla frana della strada secondaria che stavano incautamente percorrendo e nella quale erano finiti. Una strada, beninteso, che Google Maps continuava a vedere, mentre la Mula ragliava per la fatica. Tra 100 metri svolta a destra  

Racconta nei commenti la tua esperienza di viaggio per le strade secondarie

(ph. Francesco Guccione)