Olio extravergine bio dop Sicilia

L’olio extravergine dop in Sicilia Tutti sappiamo di cosa è fatto ma non come si fa

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Per esempio, l’olio extravergine dop in Sicilia cos’ha di diverso dall’olio lampante? E cosa si intende per olio extravergine, per olio dop, per olio extravergine biologico? Tutti sappiamo che come il vino dall’uva, l’olio di oliva si ottiene, per l’appunto, dalla spremitura delle olive ma il risultato della spremitura non è sempre lo stesso, proprio come il vino. In generale, l’olio è extra vergine se è privo di difetti e con unacidità inferiore allo 0.8%. È olio di oliva vergine se viene riscontrata una percezione leggera di difetto e la sua acidità non supera i 2 gradi. È olio di oliva lampante se presenta difetti più marcati e la sua acidità è superiore al 2%. La maggior parte dell’olio acquistato al supermercato è olio d’oliva deacidificato, deodorato e decolorato, che diventa così più raffinato, inodore, incolore e insapore. A questo punto si unisce ad una piccola percentuale di olio extravergine et voile, ecco la bottiglia di olio di oliva a 3del supermercato. Non so se faccia male ma di sicuro non è l’olio dop che hai sperato di acquistare. Tra i prodotti biologici, l’olio extravergine biologico ricopre un posto importante, così come tra i prodotti tipici siciliani tanto apprezzati ma poco commercializzati online rispetto alle loro potenzialità. L’olio Dop si trova in Val di Mazara, poi c’è la Dop dei Monti Iblei, la Dop del Monte Etna, la Dop di Valdemone, per citare solo le più importanti in Sicilia. In Italia ne contiamo 65 per tutti i gusti e le necessità. Provo a fare un po’ di chiarezza a beneficio dei lettori con una produttrice di olio extravergine dop in Sicilia, Giovanna Graziano, dell’azienda Carrube di Caccia

Cos’è Carrube di Caccia

L’etichetta olio di oliva azienda Carrube di Caccia ha una produzione media di 5000 litri l’anno con punte di quasi 7000, che varia a seconda dell’annata. Non sono tantissimi ma nemmeno pochi per un prodotto di nicchia. L’impianto si trova a Bisaquino, su un terreno di 13 ettari sul quale sono impiantate 4000 piante di Cultivar tra Cerasuola, Nocellara e Biancolilla. L’olio prodotto è certificato Biologico e Dop. La certificazione dop si riconosce nel collarino visibile nell’etichetta olio, nel quale si riconosce il marchio dop, l’anno di produzione e le caratteristiche organolettiche del prodotto

Tipi di produzione di olio extravergine di oliva Olio extravergine bio dop Sicilia

Il mercato dell’olio extravergine è ancora molto variegato e non è facile distinguere tra le centinaia di olio d’oliva biologico e non, in commercio. “Per esempio – chiarisce Giovanna – il mio olio Dop è il frutto delle mie 4000 piante dei 13 ettari del mio terreno. Ma ci sono produttori che per aumentare il loro prodotto acquistano olive che sommano a quelle raccolte dalle loro piante. Il consumatore finale, se è fortunato, può solo sapere se le olive acquistate dalle quali è stato estratto l’olio sono cresciute in UE o fuori dall’Unione”

Differenza  tra olio biologico e olio dop in Sicilia

“La certificazione di olio biologico si attiene più a regole generali da rispettare – ci dice Giovanna – l’olio Dop, invece, è una certificazione rilasciata dal consorzio Agroqualità, che ogni anno sottopone ad analisi l’olio d’oliva prodotto. Ogni anno un ispettore inviato dal consorzio Agroqualità si reca al frantoio dov’è stato molito il mio l’olio, effettua un prelievo, lo invia al laboratorio per le analisi. Se l’olio d’oliva extravergine rispetta i requisiti richiesti, è certificato dop”

Tipi di molitura delle olive

Come si fa ad ottenere un olio biologico? “Con gran fatica, passione e investimenti – sospira l’amministratore di Carrube di Caccia – Le piante mie sono tutte Cultivar della zona di Trapani e Palermo, Cerasuola, Nocellara e Biancolilla. Durante l’anno non hanno bisogno di cure particolari, ma attente. Dopo la raccolta provvediamo a potare le piante e a concimarle. Naturalmente con concimi certificati biologici. A Carrube di Caccia una concimazione può anche arrivare a costare 5000, contro le 1000di una concimazione chimica. Durante i mesi primaverili ed estivi si mantiene il terreno con un’aratura leggera e si tolgono le erbacee spontanee. Entro Novembre completiamo la raccolta”. Uno dei segreti per ottenere olio extravergine dop è di raccogliere e molire contestualmente. Le olive di Carruba di Caccia sono molite entro 24 ore dalla raccolta. La molitura avvenne a freddo in un frantoio certificato biologico. L’olio è poi conservato in silos speciali azotati per mantenere il controllo dell’ossidazione, infine imbottigliato al momento della commercializzazione con l’etichetta olio di oliva dop che identifica numero della bottiglia, numero di lotto e provenienza. Ed ecco ottenuto l’olio d’oliva Carrube di Caccia, che si annovera tra i prodotti tipici siciliani, versatile e leggermente fruttato

Cosa riserva il futuro all’olio dop

“L’olio extravergine dop in Sicilia è come il vino, bisogna imparare ad apprezzarlo. Nessuno oggi si stupisce se una bottiglia di vino costa 10/15/20. Si capisce che c’è una differenza con il vino a 3. Per l’olio è lo stesso. C’è differenza tra le cantine, c’è differenza tra gli oleifici. Inoltre, sono per i primi i produttori a dover maturare. Io non sono in competizione con il mio vicino che produce lo stesso olio. Nessuno di noi due riuscirebbe a soddisfare l’intera richiesta del mercato nord europeo, attento alla qualità, perché siamo troppo piccoli e produciamo per nicchie, ma insieme possiamo abbattere i costi di produzione e diventare più competitivi. Inoltre spero nel nuovo Psr per chiudere l’intero ciclo produttivo. Spero di fare il mio frantoio, così da curare, raccogliere e molire le mie olive, conservare, imbottigliare e vendere il mio olio online, per esempio, per garantire la qualità ancora di più di quanto non faccia adesso e contenere i costi di produzione”

Differenza tra molitura a freddo e a caldo

Ed è la volta buona per capire da Giovanna che differenza c’è tra i due metodi. “La molitura a freddo si intende se avviene entro i 27 gradi. Le macchine dei Frantoi possono essere regolate a temperature più elevate che arrivano anche a 40 gradi. La temperatura più elevata garantisce una resa maggiore dalla spremitura delle olive a scapito della qualità. L’alta temperatura rende l’olio più acido e meno buono