Muli Alpini

L’ultimo Mulo Alpino a Papa Francesco

Nel 1993 la decisione di congedare i Muli Alpini della sezione salmerie del corpo degli Alpini della Caserma D’Angelo di Belluno, provocò una mobilitazione popolare. Fu un commiato accompagnato da lacrime e tristezza ma anche da vivaci proteste, come sa fare la gente di montagna. “I Muli Alpini a noi non servono più“, avevano detto i militari, e quella mattina per il loro congedo si erano riuniti molti macellai che pensavano di fare un buon affare acquistandoli a buon prezzo. Infatti, il congedo dei Muli era per il mattatoio. Gli ultimi 24 Muli degli Alpini della Brigata Cadore, di stanza nella Caserma D’Angelo di Belluno, furono messi all’asta tra le proteste dei vecchi Alpini che fecero di tutto per salvarli. Nessuno dei Muli prese la strada del mattatoio, perché quel giorno si aprì una gara di solidarietà non solo tra gli Alpini, per evitare che i Muli finissero al macello per diventare salami e cibo per cani e gatti. Tra i tanti acquirenti volontari c’era anche Rinaldo Muscolino, un italiano che vive nei pressi di Girona. Quel giorno al telefono dalla Spagna faceva la sua offerta per acquistarli tutti. Aveva saputo dell’asta dai giornali e da quel lontano 1993 ha dedicato tutta la vita ai muli. INfatti, ai Muli Alpini di Cadore se ne aggiunsero altri 34 congedati dall’esercito spagnolo e destinati anche loro al mattatoio. Alla fine dell’asta di Belluno, tutti i Muli furono acquistati ad un valore molto più alto di quello di mercato. Furono acquistati dagli Alpini e dagli appassionati e alla fine quella vicenda ebbe un lieto fine. Tra i Muli che si salvarono c’erano anche Iace e Lena, i 2 muli alpini che andarono in Spagna, nel Parco Fattoria di Rinaldo, a Roses, Girona. Iace è già morto da tempo ma Lena è ancora viva. Ha 36 anni, che corrispondono a più di 102 anni di un essere umano. Da tempo Rinaldo vuole fare un’altra cosa eccezionale. Vorrebbe che Lena tornasse in Italia, a Roma, precisamente in Vaticano. Rinaldo Muscolino vuole donare Lena, l’ultima Mula degli Alpini Italiani, a Papa Francesco, il Papa degli ultimi, come gesto simbolico di attenzione per i dimenticati della terra, per la la fatica che sopportano, come i Muli