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Lunga tappa di EcoMulo a Campofranco, anche per via del tempo che non aiuta. Il viaggio EcoMulo seppure a Maggio si sta svolgendo all’insegna dell’acqua.

U grazie particolare alla Parrocchia di Campofranco e agli amici che ci ospitano. Tra l’altro, a Campofranco siamo arrivati giusto in tempo per  il passaggio del S.S Crocifisso, che non usciva da 150 anni.

Campofranco è un piccolissimo Comune in Provincia di Caltanissetta. La sua storia comincia nel 1549, quando la famiglia Del Campo perde la baronia di Mussomeli per una serie di disavventure legate al nome di Cesare Lanza, il padre della Baronessa di Carini (tutto si tiene in Sicilia).

Al barone Del Campo rimase il possesso solo di quattro feudi, Lo Zubbio, Castelmauro, San Biagio e Fontana di Rose. Il 10 febbraio 1573 Filippo II di Spagna, figlio di Carlo V, sotto la cui dominazione ricadeva la Sicilia, invia lettere regali con la licenza di edificare un casale e chiamarlo Campofranco. Il nome non è casuale poiché “Campo” deriva dal nome del giovane cavaliere Giovanni del Campo, mentre “franco” deriva dalle franchigie, esenzioni di imposte e terreni gratuiti che vennero concessi per 10 anni ai contadini ed artigiani che si recarono sul poggiolo del feudo Funtana di li Rosi.

A Campofranco, insieme al nostro amico Luigi Calogero Mazzara abbiamo scoperto il Museo EtnoAntropologico e di Storia Locale Casa del Fanciullo. Ma anche Sutera ha un prezioso museo etnoantropologico che conserva testimonianze dell’emigrazione siciliana del secolo scorso. Il museo di Sutera l’abbiamo visitato insieme al professore Mario Tona. Noi di EcoMulo doneremo un’antica scafarda militare del Regio esercito in modo da per poter ampliare la collezione. 

Sutera è un piccolo Comune in Provincia di e insieme ai preziosi cimeli etnoantropologici conserva anche le antiche testimonianze del fenomeno dell’emigrazione che ha interessato la Sicilia nel corso dei primi decenni del 900 e del secondo dopoguerra. 

Sutera è un comune italiano di 1.329 abitanti della provincia di Caltanissetta in Sicilia. La cittadina fa parte del circuito dei borghi piùbelli d’Italia ed è una delle tappe della Magna Via Francigena, antico itinerario che già nel XI secolo collegava Palermo ad Agrigento.

Sorge a circa 600 m di quota e dista circa 40 km da Caltanissetta e circa 100 km da Palermo, capoluogo di regione. Il centro urbano, di impianto medievale, è costituito dai tre quartieri Rabato, Rabatello e Giardinello e si snoda in maniera armonica e naturale attorno alla montagna di S. Paolino (820 m).

Sutera conserva preziosi resti di palazzi signorili di un tempo che fu. Tra questi ci sono i ruderi di Palazzo Salamone, la casa nella quale nacque Francesco Salamone, uno dei tredici cavalieri della Disfida di Barletta del 13 febbraio 1503. Restano solo i muri perimetrali e parte di quelli interni, ma resta pur sempre una delle meraviglie da visitare a Sutera. 

Una lapide apposta nel 1903 commemora i 400 anni dalla celeberrima battaglia ricordando così ai passanti l’evento e la connessione con il monumento. Nella navata destra della chiesa di Maria SS. del Carmelo vi sono alcune sepolture della famiglia Salamone mentre al centro di detta navata vi è la statua marmorea della Madonna del Soccorso, opera attribuita a Bartolomeo Berrettari e datata 1503, commissionata dal prode cavaliere ritornato vittorioso da Barletta.

Il Museo Etnoantropologico è, invece, ubicato al piano terra del restaurato ex convento dei frati carmelitani. Al primo piano invece, in attesa del futuro allestimento del Museo degli ori, argenti e paramenti sacri, sono presenti durante l’anno varie mostre temporanee di pittura, fotografia, scultura o altro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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