Roberto Riolo, il proprietario degli animali rubati, ci racconta la sua storia, in un disperato appello per ritrovare quei cavalli che ha cresciuto come fossero suoi figli, e che qualcuno ha fatto sparire, in un vile gesto, senza lasciare traccia.

Sono cinque le cavalle trafugate, e appartengono all’associazione sportiva Sport Tour delle Alte Madonie, della quale Roberto Riolo è il presidente. Ci ha raccontato la sua storia, e il percorso che ha portato gli animali ad trovarsi presso il pascolo di Altavilla, dal quale sono scomparse.

Le ho tenute alla Baita del Faggio per cinque anni, ma non c’era molto lavoro, quindi le ho spostate a Piano Torre, nel comune di Isnello, dove sono state per tre anni – ci racconta Roberto – e ci ho lavorato molto, essendo attivo al club nautico Solunto. Organizzavo weekend con bellissime passeggiate lungo i sentieri per i bambini del campus del club nautico, questi cavalli li ho cresciuti io stesso, e sapevo di poterli dare ai bambini”. Purtroppo l’attività di Piano Torre è stata convertita in una comunità di accoglienza per extracomunitari, e Roberto si è ritrovato a dover cercare nuovamente una sistemazione per i suoi animali.15822617_1331318633594011_7318354241508977710_n

Mi sono arrangiato in terreni di amici, per fortuna molto sensibili alla tematica, per tenerli, perchè ormai l’unica possibilità è venderli per macello, nessuno compra più i cavalli” continua. Tre delle cavalle rubate, erano state inserite in un progetto dell’Istituto Zootecnico, il Progetto di Rifondazione del Cavallo Indigeno Siciliano, tramite il quale si cercava di incrementare la popolazione di questa specie. L’istituto zootecnico ha provveduto a fornire stalloni, e insieme alle giumente di Roberto, accuratamente selezionate e inserite nel libro genealogico del cavallo indigeno siciliano, hanno prodotto diversi puledri, anche loro affidati a Roberto Riolo. Inoltre, le cavalle, tutte cresciute e addestrate, erano inserite in progetti di ippoterapia con i bambini di diverse scuole.

Dopo una ricerca intensa e accurata, finalmente, le cavalle hanno trovato una sistemazione ad Altavilla, in un vasto campo curato da un amico di Roberto. E’ stato costruito un recinto elettrico e per un anno, gli animali hanno vissuto serenamente lì, insieme ai loro puledri, con abbondanza di cibo e di cure. Fino alla notte tra il 2 e il 3 gennaio.

Subito dopo capodanno, Roberto è andato a controllare i cavalli, e ha notato che qualcosa non andava:

Ho trovato il gancio elastico del recinto elettrico per terra, all’interno del recinto, ma ho pensato che fosse qualche cacciatore, di solito entrano. Non mi sono preoccupato più di tanto – ci spiega – ma lo stesso pomeriggio, il proprietario mi ha chiesto di andare a dare un’occhiata. Cento metri prima del recinto ho notato degli escrementi, che la stessa mattina non avevo notato, e le cavalle non c’erano più”15894930_1331318683594006_3954974227531066886_n

Le ricerche continuano ininterrotte, e per tutta la settimana, Roberto ha setacciato ogni palmo della zona, spingendosi fino in alta montagna, alla ricerca dei suoi animali, senza risultati. Alla domanda su chi pensa possa essere stato, risponde così:

Tra Trabia e Termini Imerese ci sono quelli che chiamano “i cavaddara”, questo è il loro periodo peggiore, sono disperati e nella disperazione hanno fatto questo. Questa estate nella comunità di recupero accanto ne hanno rubati otto. Probabilmente sono già stati macellati” e continua “ Li ho cercati in moto per tutta la settimana, senza risultati. Magari, come capita spesso quando si trovano in nuovo territorio, si sono rallegrati e hanno fatto una galoppata. Non ho trovato sterchi, qualche cacca quel giorno, in un uliveto, e poi sparite. Magari si sono fermate lì e poi hanno fatto una galoppata. Ma è più probabile che le abbiano caricate su un qualche camion…”

Le condivisioni del suo post su facebook superano il migliaio, i commenti sono solidali, e anche dal nord italia il web si sta attivando. La speranza è l’ultima a morire, e speriamo vivamente che le ipotesi di Roberto si rivelino sbagliate, e che i suoi animali vengano ritrovati sani e salvi.

Di Chiara Siddiolo