Stalle crollate, animali intrappolati sotto le macerie o costretti a farsi spazio a fatica, tra la neve per raggiungere una fonte d’acqua e abbeverarsi. E’ questo il triste scenario che ha colpito gli allevatori dopo il terremoto del Centro Italia.

C’è un mondo nascosto, dietro ai danni evidenti causati dallo sciame sismico che sta interessando il Centro Italia, ed è quello degli allevatori di bestiame, che stanno subendo danni incalcolabili dovuti anche alle condizioni climatiche avverse e alla neve che impedisce il recupero degli animali.

A Gualdo, in provincia di Macerata, due aziende si trovano in enorme difficoltà a causa delle stalle crollate dopo il sisma. Sono oltre 400 gli animali intrappolati sotto le macerie, e le strade provinciali che consentono il raggiungimento degli animali sono bloccate e in attesa di essere sgomberate dalle macerie.

terremoto: stalle crollate causa

Almeno un centinaio le vittime accertate, tra pecore e vacche da latte. Tantissimi gli allevatori che si trovano impossibilitati a raggiungere i loro animali, non soltanto per accertarsi delle loro condizioni di salute, ma anche per fornire cibo e acqua.

A distanza di cinque mesi dalle prime scosse registrate di agosto, che avevano già causato danni non indifferenti, l’aiuto dei governi e dello stato non è arrivato. Numerosi gli appelli per richiedere stalle per gli animali e casette provvisorie per gli allevatori, in vista dell’inverno. Appelli gridati a gran voce, che non sono stati ascoltati, mettendo ulteriormente in difficoltà una realtà già pesantemente danneggiata dagli effetti delle prime scosse. Dopo il terremoto del 24 agosto, infatti, a Visso la falda acquifera che abbeverava il bestiame si è abbassata, costringendo gli animali a lunghe traversate sotto metri di neve per avere un pò d’acqua. Traversate al gelo, che insieme alla scarsità di cibo e acqua stanno mettendo in serio pericolo la loro sopravvivenza.

La rabbia degli allevatori locali è tanta, soprattutto dopo che si era attivato il meccanismo burocratico per ottenere nuovi ricoveri per gli animali. Terremoto in Emilia Romagna colpiti anche gli animaliIn seguito alle verifiche, avvenute dopo il sisma di cinque mesi fa, le strutture erano state dichiarate inagibili, ma qualcosa si è inceppato, e oggi sono ben 700 le strutture mancanti tra stalle, fienili e abitazioni provvisorie per gli allevatori.

L’attività rischia di crollare irreparabilmente, i danni per gli allevamenti sono incalcolabili, così come i capi di bestiame periti a causa dell’inadeguatezza dei provvedimenti. Ci uniamo all’appello disperato di tutti coloro che hanno dedicato la loro vita all’allevamento, e che non si sono mai arresi nel portare avanti la loro attività. Chiediamo allo stato e al governo di aiutare gli allevatori delle zone terremotate del Centro Italia a rialzarsi e a farsi spazio tra la coltre di neve e macerie che avvolgono le loro stalle e i loro animali, attraverso un provvedimento tempestivo per salvare ciò che non è ancora andato perso. E ci auguriamo di apprendere al più presto che la situazione non è più critica, e che gli allevatori del Centro Italia non sono stati abbandonati al loro destino.

Di Chiara Siddiolo